Brevi storie di poco conto #6

“Non ci servono gli occhi per poterci guardare. E anche se sbaglio le strade poi ti trovo lo stesso, senza navigatore.”

(Frah Quintale, “Missili”)

Ti guardo dormire, con la testa rivolta completamente da un lato.

Mi domando sempre se non sia scomoda, come posizione. Se quando ti svegli poi non hai il torcicollo.

Ti guardo dormire.

Penso che vorrei sussurrarti all’orecchio poesie composte da mille parole,

o da una soltanto.

Penso che vorrei scriverti addosso tutto il mio amore, tra un neo e l’altro.

Tra le costellazioni che ti compongono.

Riversartelo addosso come fossi la risacca del mare

e tu,

la battigia.

 

Eppure,

tutte le parole che vorrei dire rimangono distese sulle mie labbra.

 

Tu

sei tutti i silenzi

che mi hanno fatto venire

il mal di gola.

 

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Costellazioni

 

“È questa la mia fortuna, che sono nato qua, ad un passo dalla luna.”

(I Tre Allegri Ragazzi Morti, “Ad un passo dalla luna”)

 

Guardo il cielo nei tuoi occhi.

Compongo costellazioni con i tuoi nei:

intere galassie

con la punta dell’indice.

 

Sei la luna, le stelle, l’universo,

 

 

e tutto quanto.