Liebster Award 2016: discover new blogs

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Liebster Award è un’opportunità offerta al nominato da altri blogger per farsi conoscere. Ringrazio Rupestreblog per la nomination.

REGOLE:

  1. ringraziare per la nomination
  2. spiegare le regole
  3. scrivere 11 cose su di te
  4. rispondere alle 11 domande poste dal blogger che ti ha nominato
  5. nominare a tua volta per la Liebster Award 11 bloggers con meno di 200 followers
  6. scrivere 11 domande per i bloggers che hai nominato
  7. avvisare ciascuno della nomination ricevute

COSE SU DI ME:

  1. Ho 20 anni e sono nata a Pescara, in Abruzzo.
  2. Studio Storia dell’Arte a Siena, è il mio primo anno.
  3. Amo passare il mio tempo libero nei musei, o nei luoghi di cultura più in generale.
  4. Annuso i libri prima di comprarli, e leggo l’ultima parola dell’ultima pagina.
  5. Mi piace molto disegnare.
  6. Ho una gatta grigia di un anno che ho chiamato Fuliggine.
  7. Ho tre tatuaggi.
  8. Scrivo da quando avevo 6 anni.
  9. Preferisco la montagna al mare.
  10. Sono empatica nei confronti delle altre persone.
  11. Ho i capelli molto, molto ricci.

LE MIE RISPOSTE ALLE DOMANDE DI RUPESTREBLOG:

1. Perché hai aperto un blog?

1.1 C’era qualcosa in me che non andava. Si doveva essere rotto qualche ingranaggio. Avevo ricominciato a soffrire di insonnia, vivevo in un perenne stato d’ansia e agitazione, erano tornati gli attacchi di panico: un’assenza era tornata più viva che mai. Non ne avevo mai scritto né parlato con qualcuno, ho avvertito la necessità di iniziare una sorta di diario. Dovevo liberarmi di questo peso in qualche modo. Mi è sempre stato detto che sono capace di scrivere belle parole, così ho pensato di aprire un blog per verificare se ciò fosse vero ma anche, e soprattutto, per sentirmi meglio con me stessa. Cercavo una valvola di sfogo.

2. In che rapporto sono scrittura e lettura nella tua vita?

2.2 Devo tutto a mio padre, che mi comprava libri, me li leggeva e poi mi ha spinta a scrivere. Mi piace molto leggere, soprattutto osservare i diversi stili di scrittura per poi prendere spunto. E mi piace leggere di belle storie particolari, il mio libro preferito da bambina era “Il vento nei salici”. Non lo conosce nessuno, ma era un capolavoro. E adesso sto leggendo “Lu cunto de li cunti” di Basile. Tuttavia la scrittura ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella mia vita. Da quando ho imparato a tenere in mano la penna, da bambina, non l’ho più lasciata. La scrittura è stata fin da subito il mio rifugio, la mia casa sull’albero, il mio luogo sicuro. Ho cominciato a rintanarmici fin da bambina, era una difesa contro il mondo. Contro gli altri bambini che mi hanno sempre esclusa e presa in giro. Crescendo ho iniziato a scrivere racconti, verosimili e non, per divertirmi , distrarmi, perfezionarmi. Piano piano ho iniziato a far confluire sul foglio anche le mie emozioni, inizialmente con diffidenza e poi sempre più con convinzione e sicurezza. Sono una persona molto chiusa, e apparentemente anaffettiva: non mostro quello che provo, quello che sento ma sono molto emotiva e sensibile. Avendo una sensibilità spiccata le cose del mondo mi colpiscono maggiormente rispetto agli altri, ma non mi piace che ciò si veda e riverso tutto sui fogli di carta.

3. Sei felice?

3.3 “Dottore, che sintomi ha la felicità?” direbbe Jovanotti. Cavolo, mi piaceva da impazzire questa canzone quando ero bambina. Sono felice? Sì e no. Cos’è la felicità, poi? Ridere fino alle lacrime? Riuscire a non pensare a niente? Sentirsi in pace col mondo, senza turbamenti? Diciamo che mi piace trarre piacere dalle piccole gioie della vita: il gelato al limone, o al cioccolato; il formaggio fuso nei toast; un vestito che mi piace molto che non costa troppo e di cui trovo la taglia (miraggio…); un pomeriggio a contatto con l’arte; studiare in biblioteca; leggere alla finestra quando piove; le fusa della mia gatta; disegnare; la musica in cuffia; prendere il sole stesa in Piazza del Campo; l’odore del cuoio; i fiori di campo. Non conosco la felicità assoluta, ma mi piace rallegrarmi.

4. Qual è la cosa più pazza che hai fatto?

4.4 Innamorarmi.

5. Qual è la tua vacanza ideale?

5.5 A contatto con la natura, tra i sentieri di montagna, nelle riserve naturali, nei parchi nazionali. Oppure a contatto con le opere d’arte, nei grandi musei o nelle città d’arte. Immersa nelle cose belle del mondo, insomma.

6. Che genere di musica ascolti?

6.6 Ho una predilezione per l’indie-rock, è al primo posto. Poi il rock puro e l’alternative. E la musica classica.

7. Sei una tipa emotiva o razionale?

7.7 Emotiva, così emotiva e impulsiva da mettermi nei guai una volta sì e l’altra pure. La razionalità non fa parte del mio corredo genetico, credo.

8. Qual è stato il libro più costoso che hai comprato?

8.8 Il vocabolario di greco. No, cazzate a parte… Credo sia stato un libro sulla miniatura medievale generale e senese in particolare. Nessun rimpianto.

9. Sport preferiti?

9.9 Dormire e mangiare valgono? Non sono una sportiva. I miei genitori ci hanno provato tantissime volte a farmi fare sport, con scarsi risultati. In compenso mi piace molto passeggiare, fare scampagnate e arrampicarmi su per i sentieri di montagna. Ma non so nemmeno se sia classificabile come sport, onestamente.

10. Se incontrassi il te stesso di un altro mondo possibile, che cosa gli diresti?

10.10 “Non tingerti i capelli di rosso. Io l’ho fatto, ci stanno di merda.”

11. Chi è o chi è stata la persona più importante fino ad ora per te?

11.11 Questa è proprio una domanda cattiva. Non ti darò la risposta che vuoi sentirti dire, ma te ne darò comunque una ugualmente valida: i miei genitori e i miei nonni. Sono tutti importanti: il mio papà mi ha insegnato a scrivere e mi ha fatto conoscere i libri e la letteratura; la mia mamma non è solo la mia mamma, è la mia migliore amica e la mia alleata; mia nonna è la mia seconda mamma, mi ha insegnato a fare tantissime cose e mi fa sempre ridere; mio nonno sa un sacco di cose ed è il miglior compagno di scampagnate che si possa desiderare, con lui ho percorso tutti i sentieri possibili e immaginabili in montagna mentre mi racconta quello che sa.

 

 

Le mie nomination per Liebster Award 2016 sono:

  1. Piccole Storie d’Amore
  2. (my)myricae
  3. ilmagodiozblog
  4. Last Waltz On The Moonlight
  5. iStanti evanescenti
  6. Oscuramente Io
  7. intorno
  8. MARIANNAPUNTOG
  9. Pigra…aspirante runner
  10. SnipRoad
  11. Senza Complessi

LE MIE DOMANDE PER VOI:

  1. Qual è il tuo libro preferito e perchè?
  2. Perché hai aperto un blog?
  3. Quanto conta la scrittura nella tua vita?
  4. Cosa ti rende felice?
  5. Cosa fai quando sei triste per sentirti meglio?
  6. Preferisci la poesia o la narrativa?
  7. Qual è il tuo piatto preferito?
  8. Qual è il luogo più bello che hai visitato?
  9. Qual è la tua più grande passione?
  10. Sul è stato l’avvenimento più importante della tua vita fino ad ora?
  11. Nascondi le tue emozioni o lasci che gli altri vedano ciò che provi?
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Curiosità Medievali: il Salterio di Utrecht

Ripensavo all’esame di storia dell’arte medievale preparato a febbraio che mi ha fatto conoscere la bellezza della miniatura.

E cioè? vi starete chiedendo. La miniatura è l’arte di decorare le pagine dei “codex” medievali (i libri come li intendiamo oggi, tanto per essere chiari). Avete presente quei bei disegnini e la lettera maiuscola a inizio pagina tutta decorata che occupava così tanto spazio da nascondere le altre parole? Proprio loro. Diciamocelo, i monaci amanuensi si annoiavano a morte: vorrei vedere voi seduti per ore, nella stessa stanza (gli “scriptoria” dei monasteri, stanze usate dai monaci per ricopiare altri testi) a fare sempre le stesse cose. E così passavano il tempo disegnando. E non sono disegnini da poco, tipo le schifezze che facevamo noi su libri e quaderni. Quando poi la miniatura divenne una vera e propria forma d’arte affermata si cominciarono a intravedere i primi “miniaturisti”: artisti specializzati proprio solo nella miniatura, nella decorazione di pagine dei “codex” medievali (pensate a quei poveracci degli amanuensi: gli hanno tolto pure ‘sta gioia…). Il luogo chiave, lo “scriptorium” più importante dove si sviluppa questo tipo di decorazione era Reichenau, isoletta minuscola nel Lago di Costanza, e i miniaturisti più importanti del IX-X secolo si trovano proprio qui, ed erano: Liuthar, Ruodprecht e Eburnant (tornando al discorso che nel Medioevo avevano seri problemi con i nomi…) e hanno prodotto dei veri e propri capolavori. Mentre, nel XIII secolo, in Francia, il più importante fu Maître Honoré (a mio parere, un autentico genio… magari ne parlerò un giorno).

Questa premessa era necessaria per procedere con la spiegazione e introdurre l’argomento principale della trattazione: il Salterio di Utrecht (quello che vedete in foto). Lo so cosa vi state chiedendo, perché è la stessa cosa che mi sono chiesta io la prima volta: che diavolo è un salterio?  Bene, altro non è che un “codex” contenente tutti i 150 Salmi organizzati secondo uno schema settimanale o quadrisettimanale, in maniera tale che nel corso della settimana o mese si potessero recitare tutti (o quasi, l’idea era questa… diciamo che ci provavano e noi apprezziamo lo sforzo).

Il Salterio di Utrecht è geniale, innovativo, dissacrante.

Attualmente conservato a Utrecht (e grazie…), risale all’830 circa, ed è un capolavoro di epoca carolingia ad opera della Scuola dei Reims. È eccezionale perché integro: contiene tutti e 150 i Salmi, con anche Credo Apostolico e Padre Nostro. Capite bene che è una rarità, viste tutte le “turbolenze” che ci sono state dal Medioevo ad oggi. Il testo è redatto su tre colonne con inchiostro rosso-bruno (se ve lo state chiedendo sì, il colore si è conservato perfettamente… altro motivo per cui è considerato una rarità) e i disegni che ne decorano le pagine altro non sono che inchiostro su pergamena. Niente colori, niente lamine d’oro, niente di niente. Solo inchiostro, e basta. Sono di una semplicità disarmante, ma non è solo questa la loro particolarità.

I disegnatori hanno rappresentato alla lettera ciò che i salmisti avevano scritto. La particolarità sta proprio qui: le immagini “traducono” passo passo, su queste pagine, il testo del Salmo in questione. E sappiamo bene che i Salmi spesso si esprimono per via metaforica… immaginate cosa può esserne venuto fuori. Lo ammetto, inizialmente ho pensato che il mio libro di testo mi stesse prendendo per i fondelli. Soprattutto quando ho letto le descrizioni di alcuni di questi disegni.

Vi faccio alcuni esempi:

  • Salmo 68: il salmista invoca l’aiuto divino dato che “l’acqua mi giunge alla gola”. Non l’avesse mai scritto. Il copista ha pensato bene di rappresentare un naufrago, mentre il Signore incarica uno scrivano di cancellarne il nome dall’elenco dei vivi. No, non sto scherzando. Giuro, la prima volta non ci credevo nemmeno io.
  • Salmo 11: il versetto “gli empi muovono in cerchio” è reso con un gruppo di persone che ruotano intorno ad un piatto rotondo. Forse nemmeno loro avevano capito che cosa voleva dire il salmista.
  • Salmo 43: quando il Salmista invoca il Signore con le parole “Svegliati, perché dormi?”, il copista pensa bene di rappresentare un sontuoso letto a baldacchino in cui Dio è sdraiato.

È un “unicum” nella storia dell’arte, non ne troverete un altro uguale manco se vi ci impegnate. Che dire? È geniale, e dissacrante. Personalmente mi ha fatto cadere le braccia quando ne ho sentito parlare per la prima volta.

Nel Medioevo sapevano anche essere (involontariamente) simpatici.