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“E questo lo metto insieme a tutte quelle cose che so di me e che non avrò mai il coraggio di dire a voce alta. Ti va se, facciamo tutto da capo?”

(Cucineremo Ciambelle, “Dada”)

 

Potremmo ricominciare.

Resettare tutto, far finta che niente di tutto questo sia mai successo.

Riprovarci, finchè non ci viene bene stare insieme.

Io potrei far finta che tu non mi abbia mai ferita,

fingere di non star sanguinando.

Tu puoi far finta che io non ti abbia spezzato il cuore,

potrei fingere che anche il mio sia intatto.

 

Torniamo indietro,

indietro di 6 anni.

 

Siamo più vecchi, e più stanchi ma

torniamo a quella spiaggia,

torniamo a quel prato,

torniamo a quella panchina.

 

Torniamo a quando abbiamo marinato la scuola.

 

Torniamo al cornetto che stavo mangiando la mattina che ti ho incontrato, che quasi mi andava di traverso.

“Immagino che tu sia…”

“Sì, sono proprio io.”

“Beh, allora… ciao!”

“Te l’hanno mai detto che sei altissimo?”

 

Torniamo al tuo passo più lungo del mio, al tuo sguardo più sfuggente del mio, al tuo carattere più spigoloso del mio.

Torniamo al cielo di velluto azzurro che c’era quel giorno, a quel caldo che nessuno dei due avvertiva, al sole che mi batteva sulla schiena.

“Aspetta, aspetta… Questa canzone io la conosco, ma non ricordo dove l’ho sentita.”

“Dai, so le basi… Non mi puoi casca così.”

“Mh… Donnie Darko?”

“Ma che brava.”

 

Torniamo alla musica che usciva dal tuo cellulare, ai “bella questa canzone, titolo?“, ai nostri zaini buttati nella sabbia, al tuo diario di scuola con oscenità nascoste tra le pagine.

 

Torniamo all’esatto secondo in cui ti ho concesso il potere di distruggermi.

 

Torniamo a quando siamo stati una cosa sola, per minuti interminabili.

A quando siamo stati fuoco e cenere, sangue e polvere, esplosione e sussurro.

A quando ho aperto gli occhi,

e c’erano solo i tuoi.

Alla mezzaluna appesa sul tuo viso.

 

 

Torniamo indietro,

e stavolta

baciamoci di più.